When the lights go out.

Ogni tanto esco proprio dalla concezione di realtà. Cambio totalmente, mi estraneo dal mondo esterno ed entro completamente nelle profondità di me stessa. Cambia il mio modo di pensare, di parlare, di vedere le cose. Cambia perfino il mio viso. Non parlo dell’espressione, parlo proprio dei muscoli facciali che si trasformano e assumono una cadenza completamente diversa. È strano perché non mi accorgo subito di ciò che sta succedendo, anzi la vivo come un malumore normale, forse sottovalutando la situazione, che poi puntualmente degenera. Ogni parola degli altri mi sembra un attacco mirato alla mia profondità. È come sprofondare impercettibilmente nell’immenso dell’oceano e non rendersi conto di quanto si stia scendendo. Poi ad un tratto alzi lo sguardo e vedi che sei completamente al buio, migliaia di metri sotto il livello dell’acqua. È davvero incredibile come sensazione. Non ho ancora ben capito cosa la scatena, tantomeno come uscirne. So che poi, all’improvviso, mi passa. Riemergo. Catapultata di nuovo nella realtà viva che mi circonda. E provo un’immensa vergogna.

Ciò che mi resta sono questo senso di vergogna e il sacchetto di scuse da distribuire alle persone che ho ferito mentre non ero in me.

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